Negli ultimi anni, i conflitti internazionali hanno avuto un impatto significativo su molti settori, tra cui quello dell’aviazione civile. Infatti, le guerre non influenzano solo le aree direttamente coinvolte, ma producono effetti a catena che si riflettono anche sui voli commerciali in tutto il mondo.

Tra le principali conseguenze si registrano modifiche alle rotte, aumento dei costi e un rischio più elevato di cancellazioni o ritardi. Uno degli effetti immediati di un conflitto è la chiusura dello spazio aereo sopra le zone coinvolte. Per motivi di sicurezza, le compagnie aeree evitano di sorvolare territori a rischio, costringendo i voli a deviare verso rotte alternative. Queste deviazioni comportano: tempi di viaggio più lunghi, maggiore consumo di carburante, aumento dei costi operativi. Di conseguenza, alcune tratte diventano meno convenienti e possono essere ridotte o sospese. Per quanto riguarda l’incidenza sul prezzo del carburante, questo si traduce in: biglietti aerei più costosi, riduzione delle offerte promozionali, possibile diminuzione della frequenza dei voli.

Le compagnie aeree, per mantenere la sostenibilità economica, possono scegliere di cancellare le tratte meno redditizie: le principali cause includono: improvvisa chiusura di spazi aerei, tensioni diplomatiche tra Paesi, restrizioni governative o sanzioni, problemi logistici negli aeroporti. Anche voli lontani dalle zone di guerra possono subire ritardi a causa dell’effetto domino sulle rotte globali.

Come tutelarsi come viaggiatori:
– scegliere biglietti con opzioni di modifica o rimborso;
– monitorare lo stato del volo prima della partenza;
– stipulare un’assicurazione di viaggio;
– informarsi sulla situazione geopolitica della destinazione.

Se il tuo volo è stato cancellato per mancanza di carburante o a causa della guerra, in entrambi i casi avete diritto o al rimborso del biglietto o ad un altro volo (anche di altra compagnia), con assistenza a terra.
Attenzione però: l’eventuale diritto al risarcimento per il disagio subito spetta solo nel caso in cui non vi siano rischi geopolitici perché, in questo caso, la cancellazione non dipende dalla compagnia ma è causa di forza maggiore.
Se invece la cancellazione del volo è dipesa dalla mancanza di carburante o dall’aumento dei costi del carburante, allora, oltre al rimborso del biglietto o la riprotezione su un altro volo, spetterà al passeggero anche la compensazione pecuniaria a seconda della lunghezza della tratta aerea del volo cancellato.
Se, insieme al volo, avevate prenotato anche un villaggio turistico, avrete diritto al rimborso solo se era stato acquistato un pacchetto turistico “all inclusive” altrimenti, se sono state effettuate due distinte prenotazioni, una del volo ed una dell’alloggio, i soldi della prenotazione dell’alloggio andranno persi in quanto non rientranti nel rimborso dovuto.

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